| Marx 2000 |
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Con la mostra Marx
2000, il Museo di Etnografia di Neuchâtel (MEN) getta uno sguardo critico nei
riguardi della società capitalista ultra-liberale di questa fine secolo. |
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Svolgendo questa tesi, il MEN presenta, inanzitutto, i resti della storia che sono l'agricoltura tradizionale, il settore minerario, la siderurgia, la tipografia o anche i conflitti ideologici. Tralasciati come se provenissero da giacimenti esausti o conservati alla rinfusa in quanto testimoni di un tempo non tanto lontano in cui avevano il loro posto, gli oggetti tratti da questi diversi settori sono tutt'oggi riciclati dal sistema ad un livello più idealista, più nostalgico. Per mezzo del rifacimento e delle deviazioni di senso, vengono allora rivenduti in quanto segni da leggere su un altro piano, rievocando o esaltando così il passato. L'esposizione evoca in seguito, in un negozio di lusso, i mercati più in vista connessi al corpo umano, al genio genetico, alla tecnologia o all'informatica. Viene sviluppata l'idea secondo la quale niente e nessuno si sottrae alla vendita, al catalogo o al brevetto. Tramite una sezione centrale dedicata al denaro, la mostra suggerisce che il pianeta intero è sottomesso alla regola seguente: bisogna effettuare un massimo di profitto con qualsiasi cosa, non importa il metodo e nelle scadenze più brevi. Seguito alla presentazione di alcuni aspetti biografici di Marx, il cui spettro si libra sull'insieme dei settori, il MEN mette a confronto il visitatore alla violenza della competizione sociale che produce il suo numero di vincitori e la sua percentuale di esclusi. Percependo gli interessi che si giocano dietro ai muri dei laboratori di ricerca, la mostra propone, per concludere, l'immagine di un futuro non così raggiante, dove la pratica sistematica della clonificazione, dell'eugenetica e della produzione in serie rischiano di far slittare le nostre società verso un nuovo tipo di totalitarismo.
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| Mise à jour le 18.09.1998 [Webmaster] |